LA via consolare Tiburtina Valeria
L'antica via consolare Tiburtina Valeria, fu fatta costruire dal console Marco Valerio Massimo attorno al 286 a.C. Collegava Roma all'antica Tibur (Tivoli) ed era in origine la strada percorsa dai pellegrini che visitavano i santuari ivi presenti. In seguito divenne la strada percorsa dalla nobiltà romana che villeggiava nelle splendide ville costruite nella campagna di Tivoli.
Alle spalle dell'elegante chiesetta settecentesca di S.Francesco al Km 13,900 di via Tiburtina negli anni '80 è stata rinvenuta un'interessante area archeologica. E' stata rilevato un cortile rettangolare, al cui interno si identifica un percorso semicircolare, dotato anche di un pozzo. Il tutto era lastricato con blocchi di pietra lavica. Si tratta di un luogo di sosta legato al percorso viario, cioè una "mansio" o una "statio", dotata di un portico che precedeva le porte di ingresso a un posto di ristoro, dotato dei servizi necessari al cambio o alla cura degli animali utilizzati per il trasporto di merci e viaggiatori.
Seguendo il corso della Tiburtina Antica verso Tibur (Tivoli), nella zona di Casal Bianco, incontriamo una cittadella preromana, di cui è stata rinvenuta una vasta necropoli, che dopo alcune e sbrigative opere dli ricopertura, rimane totalmente dimenticata dalle istituzioni e oggetto di una continua razzia da parte di cosiddetti "tombaroli" che continuano a trafugare oggetti di ogni tipo asportando addirittura i mosaici dagli scavi che sono rimasti incustoditi. Al 14,500 e soprattutto al Km 14,600-14,900, è stato scoperto il cippo indicante il nono miglio e la via antica è fiancheggiata da alcuni sepolcri di età tardo repubblicana prima età imperiale e da una taverna.














