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Il 28 novembre 2011 è stata inaugurata la nuova stazione Tiburtina di roma

Alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del  ministro Passera, del Sindaco della città di Roma Alemanno lunedì 28 novembre è stata inaugurata la nuova stazione Tiburtina. Nonostante il grande incendio che durante l’estate ha devastato una  parte del cantiere, sembra  si sia finalmente arrivati al taglio del nastro  di questa grande opera che dovrebbe garantire alla   Capitale una stazione ultramoderna per il transito dei   treni veloci.  

Carattere centrale della nuova  Roma Tiburtina è la conformazione di stazione “a ponte”: due atri, uno sul lato Nomentano (ovest) e l’altro lato Pietralata (est) uniti dalla galleria-ponte per  congiungere due quartieri, Pietralata e Nomentano, storicamente separati dalla ferrovia.  

La stazione nel progetto iniziale avrebbe dovuto essere parte di una complessiva riqualificazione  di questa zona della città tormentata dal serpente di macchine della tangenziale, che sarebbe dovuta essere demolita per lasciare posto ad ampi spazi verdi davanti  alla facciata della stazione alta 22 metri,  che oggi impedisce già dalle strade che partono da piazza Bologna di vedere le stupende colline nei dintorni di Roma.

Di tutte le opere di riqualificazione della zona promesse però nulla è stato realizzato.   La tangenziale continua ad essere fonte di rumore e di smog  e non è chiaro quale sarà il suo futuro.  Il piazzale della stazione è una discarica a cielo aperto, rifugio di senza tetto e ha  notevoli  problemi di traffico, smog, pulizia e decoro, ma anche di sicurezza e ordine pubblico.

Proprio di fronte alla Stazione vi era l’ex Stabilimento Ittiogenico, un piccolo gioiello di archeologia industriale con un ameno giardino impreziosito da  vasche per l’allevamento dei pesci di acqua dolce.  Lo stabilimento aperto nel 1885, dove vi era un antico saponificio, è stato chiuso pochi anni fa, dopo un secolo di storia trascorso nello studio e nell’allevamento di pesci tipici delle nostre latitudini e in particolare nel ripopolamento di laghi e fiumi inquinati o sottoposti a bonifica. Oggi  l’edificio e il giardino versano in un totale stato di degrado e abbandono e ospitano,  nonostante la pericolosità dello stabile, persone senza fissa dimora che ci dormono o addirittura ci vivono.  .

Nonostante l’inserimento nel progetto ‘La scuola adotta un monumento’, in quanto adottato dalle  scuole della Rete Tiburtina Collatina ed in particolare dall’Istituto Falcone Borsellino, e le ripetute richieste dei residenti nel quartiere di salvaguardare, se non la meritevole attività svolta per anni a favore di una  cultura ambientalista dall’istituto Ittiogenico, per lo meno l’edificio e lo spazio verde antistante, questo angolo particolare di Roma è stato abbandonato  all’opera devastatrice del tempo.  Che fine hanno fatto le promesse del Municipio, del Comune di Roma e della Regione Lazio per il recupero dell’Istituto Ittiogenico fatte alla Rete, alle scuole, ai genitori e a tanti cittadini?